CORROSIONE DELLE BARRE NEL CALCESTRUZZO

CORROSIONE DELLE BARRE NEL CALCESTRUZZO

La corrosione dipende dal ph del calcestruzzo.

Fino a che il cls è basico questo risulta un ambiente protettivo per la barra di aderenza migliorata; certamente il cls è alcalino sia da fresco che anche dopo 28 giorni e in un tempo così esiguo non possono innescarsi fenomeni corrosivi; il pH basico è mantenuto per molti anni e solo in taluni ambienti si attiva il processo della carbonatazione per effetto della CO2 con conseguente alterazione della basicità e della protezione dei ferri più vicini alla superficie e/o più esposti alle fessure nelle zone tese. In ogni modo per diminuire i fenomeni corrosivi sulle barre ad aderenza migliorata esistono in commercio i ferri zincati a caldo e anche quelli in acciaio inox che offrono, a fronte ovviamente di un notevole maggior costo, la massima garanzia di durabilità.

I ferri post installati invece tecnicamente sono protetti da uno strato di polimero reticolato che non è facilmente attaccabile dagli agenti chimici essendo considerate le resine per ancoraggio prodotti durevoli da ETA per almeno 50 anni.

Le barre filettate Fischer ad aderenza migliorata sono progettate per garantire un fissaggio sicuro e affidabile, soprattutto in applicazioni che richiedono elevate prestazioni e resistenza, come ad esempio il collegamento di elementi strutturali o il rinforzo di elementi esistenti in calcestruzzo. La loro aderenza migliorata deriva dalla combinazione di due elementi chiave: l’acciaio ad alta resistenza e il sistema di iniezione della resina che crea un legame chimico con il calcestruzzo. 

Le barre Fischer sono realizzate in acciaio inossidabile A4 o in acciaio zincato di alta qualità (come grado 5.8 o 8.8) che garantisce una elevata resistenza meccanica e durabilità nel tempo. 

La zincatura delle barre filettate non è tutta uguale. Esistono diversi tipi di zincatura, ognuno con caratteristiche e metodi di applicazione specifici che influenzano la protezione dalla corrosione e la durata nel tempo. Le tipologie principali sono: zincatura a caldo, zincatura elettrolitica e zincatura a freddo. 

Ecco una panoramica delle principali differenze:

  • Zincatura a caldo: Si tratta di un processo in cui il metallo viene immerso in zinco fuso, creando uno strato protettivo spesso e resistente. È considerata la miglior protezione anticorrosiva per acciaio al carbonio. 
  • Zincatura elettrolitica: In questo processo, lo zinco viene depositato sul metallo attraverso una corrente elettrica. Si ottiene uno strato più sottile e uniforme, adatto per applicazioni dove l’estetica è importante o per parti di piccole dimensioni. 
  • Zincatura a freddo: Questo metodo utilizza una vernice contenente particelle di zinco per creare uno strato protettivo. È un processo più semplice e meno costoso, ma offre una protezione meno efficace rispetto alla zincatura a caldo o elettrolitica. 

Inoltre, anche all’interno della stessa tipologia di zincatura, possono esserci variazioni nello spessore dello strato applicato, che influiscono sulla durata della protezione. Ad esempio, la norma UNI EN ISO 1461 stabilisce uno spessore minimo per la zincatura a caldo.